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FdC 93 – Un pomeriggio al mese con S. Angela da Foligno… di Gioia Lufrano

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Un pomeriggio al mese ci si incontra nella Casa di Spiritualità di S.Vittorino per la lettura di un “Classico della Spiritualità “.  Incontri nati nel 2006 come prosieguo della Scuola di Direzione che aveva istillato nei partecipanti il desiderio di una formazione continua. Gli incontri si sono susseguiti anno dopo anno, come risposta fedele alle nostre esigenze, sotto la guida di p. Armando; quest’ anno sono guidati da don Vincenzo Greco, parroco a Terni, che ha proposto come lettura  “Il Libro”  di S. Angela da Foligno.

Vissuta in contesto medievale, S. Angela oggi fa battere il cuore ai suoi lettori, mettendoli di fronte a ciò che nella vita costituisce realmente l’esodo dalla schiavitù verso la libertà. Sarebbe quindi un errore considerarla una lettura anacronistica per noi del terzo millennio che ci riteniamo aperti e liberi, essa invece in ogni pagina sembra gridare:  “Scegli la vita! ”  

Una vita che sia cammino di pentimento, con lo sguardo esclusivo al Dio d’amore, della passione incontrastata verso una umanità distratta, sviata, sofferente che continua ad aggrapparsi al proprio vitello d’oro. Al contrario Angela, che è con i piedi per terra, tetragona nella sua ricerca esclusiva, calamitata, “pazza” per Dio, si fa segno di una forza e di una potenza che viene dallo Spirito e che investe ogni credente. Vive lacrime di pentimento e di gioia, fasi di macerazione e momenti di resurrezione, e va rivelandosi a chi legge  come una vera e propria spinta a credere, a sperare, ad amare perché la vita diventi una festa per chi la vive con Dio.

Gli incontri sono guidati da don Vincenzo con equilibrio e sapienza; dopo la lettura comunitaria del testo, c’e’ un tempo di meditazione silenziosa e poi uno scambio di risonanza fraterna. A don Vincenzo  la nostra gratitudine per la chiarezza nelle esposizioni, per le delucidazioni e per la pazienza dell’ascolto. Ovviamente tutto questo è possibile grazie alla disponibilità generosa della Casa di Spiritualità.

Alleluya!

                                                                                               Gioia Lufrano

 

 

 

 

 

 

 

FdC 93 – Il pensiero eucaristico del mese… di S. Ambrogio

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Dagli scritti di sant Ambrogio sull Eucarestia

…Tu forse dici: «È il mio solito pane». Ma questo pane è pane prima delle parole sacramentali; quando interviene la consacrazione, da pane diventa carne di Cristo. Spieghiamo dunque come può essere corpo di Cristo ciò che è pane. Con quali parole e con le espressioni di chi, si compie la consacrazione?  Del Signore Gesù. Infatti tutte le altre formule che si dicono precedentemente sono dette dal sacerdote: si loda Dio; gli si rivolgono le preghiere; si intercede per il popolo, per i sovrani, per tutti gli altri. Ma quando si viene a compiere il venerabile sacramento, il sacerdote non usa più le sue parole ma quelle di Cristo. È dunque la parola di Cristo a compiere questo sacramento…

Nello stesso modo, dopo aver cenato, la vigilia della sua pas­sione, prese il calice… lo benedisse, lo diede ai suoi apostoli e discepoli, dicendo: «Prendete e bevetene tutti: questo infatti è il mio sangue». ai attenzione: tutte queste parole sono dell’evangelista fino a prendete sia il corpo sia il sangue. Poi sono parole di Cristo: «Prendete e bevetene tutti: questo infatti è il mio sangue»…

Quando ti presenti per riceverlo, il vescovo ti dice «Il corpo di Cristo» e tu rispondi «Amen», cioè: è vero. Il tuo animo custodisca ciò che la tua lingua riconosce.

… Il corpo nato dalla Vergine: è proprio questo corpo che produciamo. Non cercare a questo punto l’ordine naturale nel corpo di Cristo: il Signore Gesù è stato partorito da una Vergine al di fuori del corso normale di natura. La vera carne di Cristo fu crocifissa e sepolta. È, quindi, veramente il sacramento della sua carne.

Lo stesso Signore Gesù ha proclamato: Questo è il mio corpo. Prima che si pronuncino le divine parole della benedizione, questo viene chiamato con altro nome; dopo la consacrazione, è il suo corpo. La stessa cosa Gesù ha detto per il suo sangue. Prima della consacrazione ciò è chiamato con altro nome; dopo, è il suo sangue. Dicendo Amen, tu proclami: È vero! Il tuo spirito aderisca a quanto la tua bocca pronuncia! E il tuo cuore riecheggi ciò che la parola esprime!

…Hai ricevuto il sacerdozio e, stando a poppa della Chiesa, tu guidi la nave sui flutti. Tieni saldo il timone della fede in modo che le violente tempeste di questo mondo non possano turbare il suo corso. Il mare è davvero grande, sconfinato; ma non aver paura, perché “E’ lui che l’ha fondata sui mari, e sui fiumi l’ha stabilita “(Sal 23,2). Perciò non senza motivo, fra le tante correnti del mondo, la Chiesa resta immobile, costruita sulla pietra apostolica, e rimane sul suo fondamento incrollabile contro l’infuriare del mare in tempesta.

È battuta dalle onde ma non è scossa e, sebbene di frequente gli elementi di questo mondo infrangendosi echeggino con grande fragore, essa ha tuttavia un porto sicurissimo di salvezza dove accogliere chi è affaticato. Se tuttavia essa è sbattuta dai flutti sul mare, pure sui fiumi corre, su quei fiumi soprattutto di cui è detto: I fiumi hanno innalzato la loro voce (cf Sal 92,3). Vi sono infatti fiumi che sgorgano dal cuore di colui che è stato dissetato da Cristo e ha ricevuto lo Spirito di Dio. Questi fiumi, quando ridondano di grazia spirituale, alzano la loro voce. Vi è poi un fiume che si riversa sui suoi santi come un torrente.

Chiunque abbia ricevuto dalla pienezza di questo fiume, come l’evangelista Giovanni, come Pietro e Paolo, alza la sua voce; e come gli apostoli hanno diffuso la voce della predicazione evangelica con festoso annunzio fino ai confini della terra, così anche questo fiume incomincia ad annunziare il Signore. Ricevilo dunque da Cristo, perché anche la tua voce si faccia sentire. Raccogli l’acqua di Cristo, quell’acqua che loda il Signore. Raccogli da più luoghi l’acqua che lasciano cadere le nubi dei profeti.

 

 

 

 

 

 

 

FdC 93 – La meditazione del mese… di Tania Giovannoli

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  1 Cor 1,22-25 22Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, 23noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; 24ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio. 25Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

Gv 2,14-17  14Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. 15Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori dal tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, 16e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». 

Gv 3,14-15 14E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, 15perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.

Gv 12,24 24In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

Carissimi Amici, eccoci giunti già al mese di marzo. Tra i vari brani che ci propone la Chiesa in questo periodo di Quaresima sinceramente non ho saputo scegliere e ogni mia piccola riflessione mi sembra che sminuisca il senso del testo, così forte, così autorevole, che andrebbe adorato e contemplato, più che spiegato. Ho deciso allora di condividere con voi in semplicità cosa fanno risuonare in me gli stralci di alcuni brani, dai quali non possiamo non ricavare la parola “Croce” insieme a “Salvezza”, “Redenzione”.  

Nella Lettera di Paolo ho sottolineato solo una frase: “Noi invece annunciamo Cristo Crocifisso”…

Ma è veramente così? Davvero siamo capaci di annunciarLo ad un mondo che invece in essa vede solo stoltezza? Davanti agli occhi del mondo abituati al compromesso, so e sappiamo reagire? Abbiamo il coraggio di “gridare” la verità di Cristo Crocifisso? Lui che è morto per il peccato dell’aborto, per quello della convivenza, della bestemmia, della disonestà, di tutti i 10 comandamenti? Tutti! O ci macchiamo di rispetto umano, di quella tentazione perversa che ci fa abbassare le dure esigenze del Vangelo, consigliando a qualcuno di scendere da quella croce scelta “a misura” da Colui che per primo l’ha abbracciata e che la porta con noi come un “giogo leggero?”. 

Non sto parlando di fragilità, certo, davanti alla croce di qualcuno ci vuole rispetto, ma di confidenza in Colui che da lassù attirerà tutti a Sé. Non c’è Salvezza senza croce! Non c’è. E come portare la nostra piccola croce senza lo sguardo della Sua. Quello sguardo che “salvava” gli Ebrei punti dai serpenti quando guardavano il serpente di bronzo sull’asta. Uno sguardo di supplica, che viene da qualcuno consapevole di essere stato morso dal peccato, di essere “infettato” e in pericolo di morte. Ho quello sguardo quando contemplo Lui in croce? Quando penso anche alla mia di croce! Essa mi salva. Non vorrei essere in nessun altro posto che qui, dove ora mi trovo? Ma di fronte alla malattia, alla sofferenza, come la mettiamo?

Il chicco di grano deve morire. Deve. Nasce per morire. È questa la sua vocazione. È ciò che deve diventare. Solo così darà frutto, dice Gesù, solo se accetta la sua vocazione di morire. Se rimane seme marcisce. Deve rompersi, aprirsi, frantumarsi, per poi produrre radici e far nascere la pianta, la nuova vita.

E sapete? Non ci avevo mai pensato, ma questa morte avviene sottoterra. Nessuno vede il seme morire. Nessuno assiste al suo sacrificio. Riflettevo qualche tempo fa sulla morte gloriosa dei martiri, sulla morte di Gesù, pubblica, di esempio, di edificazione. Ma il seme muore piano piano, sottoterra. Come devono morire le mie passioni, i miei desideri disordinati, il mio gusto di “avere, potere, godere”… per lasciare fiorire le virtù… come deve morire quella Taniaccia che vuole solo pensare a sé e non vuole lasciare spazio a Dio, non vuole farLo vivere in sé. E cosa fa Gesù in questi casi? 

Ti prego, Signore, fai una frusta di cordicelle e scaccia i mercanti dal Tuo Tempio, che sono io!

Chiediamo alla Santa Vergine Maria di accompagnarci in questa dolorosa spogliazione di noi per riempirci di Lui. ChiediamoLe di accompagnarci sulla Via del Calvario, sulla Croce e di fronte al sasso rotolato, perché facciamo tutto con Lui, in Lui e per Lui. Amen. 

Buon cammino Amici miei! Che Dio vi benedica!

                                                                            Tania Giovannoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FdC 93 – La pagina di P. Carlo Rossi OMV Rettore del Santuario

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Carissimi Amici di Casa Lanteri,

Il Signore vi benedica ed accompagni il vostro cammino incontro al Risorto!

L’itinerario quaresimale, iniziato il Mercoledì delle Ceneri, continua per tutto il mese di marzo e ci conduce fino alla soglia della Pasqua del Signore, che celebreremo con gioia nella solenne Veglia Pasquale, l’ultimo giorno di questo mese. 

Le formule, suggerite dalla Liturgia per l’austero segno dell’imposizione delle Ceneri, ci aiutano a meglio comprendere il senso di questo cammino penitenziale. La prima: “Ricordati che sei polvere ed in polvere ritornerai” ci esorta a considerare la brevità della nostra vita e la sostanziale precarietà della natura umana. Rappresenta così un ottimo punto di partenza per convincerci della necessità di un profondo rinnovamento della mente e del cuore e per accogliere con animo grato e riconoscente l’esortazione, ben più pregnante ed impegnativa, espressa dalla seconda formula: “Convertitevi e credete al Vangelo”.

Se ci fermassimo soltanto alla considerazione della nostra naturale fragilità, che accomuna tutti gli uomini nell’inevitabile destino di morte e di dissoluzione, potremmo essere portati a rinchiuderci in un’abissale tristezza che ci paralizza, facendoci riconoscere l’inutilità di ogni nostro gesto. D’altra parte, è proprio questo pericolo, in cui spesso siamo tentati di cadere, che ci fa comprendere con maggiore lucidità il Dono che con la sua croce Nostro Signore Gesù Cristo è venuto a portarci: la liberazione dal peccato e dalla morte, per rinascere insieme con Lui ad una vita che non avrà più fine. Ed è solo accogliendo con trepidante riconoscenza l’invito a camminare dietro a Lui, in un continuo itinerario di conversione, che possiamo aprirci alla speranza che la morte non sia l’ultima parola sulla nostra pur precaria esistenza.

E questa è la potenza del Vangelo, la potenza delle Risurrezione, che raggiunge ogni persona di questo mondo, che raggiunge tutti coloro che si aprono alla salvezza di Dio, offertaci nel suo Figlio. E, quando ci apriamo alla salvezza, accade in noi quell’esperienza espressa nell’esortazione che abbiamo già ricordato: “Convertitevi e credete al Vangelo”, l’esperienza della conversione.

Forse, la parola “conversione” potrà spaventare alcuni di noi, potrà far pensare a quei grandi cambiamenti nella vita dei santi, che producono effetti strabilianti. In realtà essa esprime l’esperienza che tutti siamo chiamati a fare, perché conversione significa molto semplicemente “svolta”, cambiamento di rotta, cambiamento di mentalità e di orizzonti; un cambiamento che parte da una situazione di vita chiusa in sé, di un’esistenza egoista, per condurci alla vera purificazione  dal peccato e portarci ad avere nel nostro cuore gli stessi sentimenti di Cristo: umiltà, servizio, amore, dono di sé.

Si tratta di un cammino certamente non facile, né breve; ma quello che ci rassicura è che in tale percorso non è il nostro sforzo che conta, anche se il nostro impegno morale e ascetico ed il nostro coinvolgimento rimangono necessari e fondamentali; ma è la Grazia stessa di Dio, la potenza della Risurrezione che può cambiare  davvero il nostro “cuore di pietra”. Per questo siamo chiamati in questo tempo ad implorare, con maggiore consapevolezza e con speranza vera, l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, perché tolga anche il nostro peccato.

Ci conforta il pensiero che la nostra Madre Maria non ci abbandona ed implora con noi e per noi il suo amatissimo Figlio, perché possiamo anche noi finalmente compiere il “santo passaggio” ed entrare pienamente nella Pasqua del Signore!

Allora potremo far nostre con verità le parole della liturgia pasquale ebraica e cristiana: 

Egli ci ha fatti passare: dalla schiavitù alla libertà, dalla tristezza alla gioia, dal lutto alla festa, dalle tenebre alla luce, dalla schiavitù alla redenzione.

Perciò diciamo davanti a Lui: Alleluia!”

A tutti voi l’augurio di un buon cammino verso la prossima Pasqua!

Con grande affetto

                                                               p. Carlo, omv

 

 

 

 

 

 

FdC 93 – Foglio di Collegamento di Marzo 2018

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FdC 93 – Appuntamenti di Marzo 2018

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MARTEDÌ 6 MARZO 2018

Ore 15:30:
Scuola di Direzione e Discernimento Spirituale –
Anno 3

SABATO 10 MARZO 2018

Ore 15,30 E.V.O.  2

 
DOMENICA 11 Marzo 2018

Ore 9:30: Ritiro spirituale aperto a tutti   
                 Diretto da P. Armando Santoro omv [Programma]

 0000
 MARTEDÌ 13 MARZO

Ore 15:30:
Scuola di Direzione e Discernimento Spirituale –
Anno 2

 
VENERDÌ 16  MARZO 2018

Ore 16:00
GRUPPO DEI CLASSICI DELLA SPIRITUALITÀ CRISTIANA
diretto da Don Vincenzo Greco [Programma]

 

 
SABATO 17 MARZO 2018

Ore 15:30: E.V.O. 1
Ore 15:30: Gruppo L. e V. O. [Liturgia e vita o
rdinaria] con Sr Mary Kowalski omvf  [Programma]

DOMENICA 18 MARZO 2018

Ore 10:00:
Incontro di spiritualità coniugale per sposi e fidanzati con P. Francesco Malara omv, sr Anna Cappellucci omvf e il dott. Stefano Ottaviani,  [Programma]

 
MARTEDÌ 20 MARZO 2018
Ore 15:30:
Scuola di Direzione e Discernimento Spirituale – Anno 1°
 
DOMENICA DELLE PALME – 25 MARZO 2018

INIZIO SETTIMANA SANTA

 

 

 

 

 

 

FdC 92 – La pagina di P. Carlo Rossi OMV

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Carissimi Amici di Casa Lanteri,

Cristo, Luce del mondo, illumini e faccia risplendere la nostra vita!

Nel mese di febbraio siamo chiamati a celebrare momenti veramente fondamentali per il nostro cammino di fede. Innanzitutto c’è la Festa della Presentazione di Gesù al Tempio, conosciuta tradizionalmente come “Candelora”, festa della Luce che tutti ci illumina e in cui prende senso e valore il dono della vita.

E a celebrare questo dono incomparabile è dedicata la prima domenica di questo mese, Giornata Nazionale per la Vita. Questa Giornata, voluta ed istituita da San Giovanni Paolo II, è giunta al suo 40mo anniversario ed ha suscitato e sostenuto lungo questi anni l’impegno di vari gruppi ed associazioni, formati da persone che profondono tutte le loro energie e competenze nella difesa e promozione della vita, dallo stato nascente alla sua fine naturale.

In effetti, oggi, forse più che ai tempi di Erode, la vita è seriamente minacciata, sopratutto per il continuo diffondersi di ideologie nefaste, che comportano una visione della persona e della libertà umana come realtà pienamente autonome ed assolute, senza alcun riferimento a ciò che è veramente assoluto e totalmente autonomo in senso pieno: Dio, la Verità. Molte persone (e purtroppo anche molti credenti) sono così portate a cercare il benessere e l’utilità immediata, piuttosto che il vero Bene ed il fine ultimo per il quale l’uomo è stato creato. Ma, se ci fermiamo un momento a riflettere sulla vita come dono e compito posto nelle nostre mani, vediamo chiaramente che tutte queste ideologie, pur rivestite di pretese di libertà, di dignità e di amore, conducono inesorabilmente alla morte.

Gesù ci ha rivelato, con la sua parola e con il dono della sua stessa vita, che Dio è Amore; ed è in questo Amore senza limiti che la nostra vita deve essere accolta, custodita, curata… Una vita che non ha fine, perché in Gesù Risorto anche la morte è stata vinta e riportata al suo senso originale di incontro definitivo con il nostro Signore e Creatore. E, proprio pensando a questo incontro definitivo, in cui saremo giudicati sull’Amore, scopriamo che la nostra vita ha senso solo se sapremo rispettarne il valore di dono e quindi donandola a nostra volta con amore alle persone che il Signore pone sul nostro cammino.

In questa luce di amore e di aiuto reciproco celebreremo poi la Giornata Mondiale del Malato, nella Memoria di Nostra Signora di Lourdes, che in quest’anno cade di domenica. Il Vangelo della Vita ci ricorda ancora una volta che anche nel momento del dolore e della sofferenza non siamo abbandonati a noi stessi, ma sempre il Signore ci si fa vicino attraverso il sorriso e l’aiuto di fratelli, che dedicano tempo ed energie per confortarci e sostenerci, contribuendo a guarire le ferite del cuore.

Certo, per accogliere in maniera adeguata e con gioia questo Vangelo della Vita, abbiamo bisogno di un cambiamento di mentalità e del nostro usuale modo di agire, che parta da una vera conversione del cuore. Siamo invitati perciò a seguire il cammino che anche quest’anno ci viene proposto dal Tempo di Quaresima, che inizierà il 14 febbraio con l’austero rito dell’imposizione delle ceneri.

Compagni di viaggio in questo percorso, che ci prepara a vivere con gioia nuova la Pasqua del Signore, saranno i Santi Francesco e Giacinta che ricorderemo con un triduo di preghiera, che inizierà sabato 17 febbraio, quando, insieme con i bambini del catechismo delle parrocchie vicine, porteremo processionalmente le statue dei Pastorelli dalla Cripta al Santuario.

Carissimi, come vedete, gli appuntamenti di questo mese sono molteplici ed impegnativi. Ma, come sempre, confidiamo sulla vostra sicura collaborazione e soprattutto sulla materna protezione della Beata Vergine, a cui ci affidiamo con affetto di figli.

                                                                 Con grande affetto

                                                                                                         p. Carlo, omv

 

 

 

 

FdC 92 – Il pensiero eucaristico del mese… di Benedetto XVI

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  5a 

Dall’Omelia di Benedetto XVI Basilica di San Giovanni in Laterano,
22 maggio 2008

Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di N. S. Gesù Cristo 

Adorare il Dio di Gesù Cristo, fattosi pane spezzato per amore, è il rimedio più valido e radicale contro le idolatrie di ieri e di oggi. Inginocchiarsi davanti all’Eucaristia è professione di libertà: chi si inchina a Gesù non può e non deve prostrarsi davanti a nessun potere terreno, per quanto forte. Noi cristiani ci inginocchiamo solo davanti al Santissimo Sacramento, perché in esso sappiamo e crediamo essere presente l’unico vero Dio, che ha creato il mondo e lo ha tanto amato da dare il suo Figlio unigenito (cfr Gv 3,16).

Ci prostriamo dinanzi a un Dio che per primo si è chinato verso l’uomo, come Buon Samaritano, per soccorrerlo e ridargli vita, e si è inginocchiato davanti a noi per lavare i nostri piedi sporchi. Adorare il Corpo di Cristo vuol dire credere che lì, in quel pezzo di pane, c’è realmente Cristo, che dà vero senso alla vita, all’immenso universo come alla più piccola creatura, all’intera storia umana come alla più breve esistenza.

L’adorazione è preghiera che prolunga la celebrazione e la comunione eucaristica e in cui l’anima continua a nutrirsi: si nutre di amore, di verità, di pace; si nutre di speranza, perché Colui al quale ci prostriamo non ci giudica, non ci schiaccia, ma ci libera e ci trasforma. Ecco perché radunarci, camminare, adorare ci riempie di gioia.

[Cliccare qui per leggere tutta l’omelia]

 

 

 

FdC 92 – Preghiere degli Esercitanti

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Pubblichiamo una serie di preghiere redatte durante un corso di Esercizi Spirituali dagli esercitanti. Alla fine del corso di Esercizi, infatti, gli Esercitanti sono invitati a redarre una preghiera che esprima in sintesi l’esperienza personale vissuta.

 

Signore, innanzitutto voglio ringraziarTi

Signore, innanzitutto voglio ringraziarTi per avermi dato l’opportunità di frequentare la Seconda Settimana degli Esercizi Spirituali ignaziani, fa che le lezioni cui ho assistito, le funzioni cui ho partecipato e le mie contemplazioni sui vari passi evangelici scelti, producano frutti. lascino tracce profonde nel mio cuore e mi aiutino ad operare sempre meglio nella vita di ogni giorno.

Aiutami a saper restituire molto del tanto che ho ricevuto nel corso della mia lunga vita.

Rafforza la mia fede, abbi misericordia di me, concedimi un cuore generoso rendimi umile e disponibile verso che ha bisogno, assistimi nell’ora della mie morte, proteggi i miei cari e dai pace ai miei defunti.

Aiuta tutti quelli che hanno condiviso con me questa bella esperienza, il direttore del corso padre Armando e tutta la Casa di Spiritualità per l’accoglienza riservataci .

Con l’intercessione della Vergine Maria fà che possa risuonare nelle mie orecchie forte e chiaro: Francesco… non temere…. continua a portare la tua croce e seguimi

Ancora grazie Signore

 

Stanco e sereno come dopo una battaglia

Stanco e sereno come dopo una battaglia, vengo a ringraziarti, Signore. Ho portato con me, arrivando, acqua stagnante e me ne vado con l’acqua pura della Tua amicizia, che oggi hai trasformato in vino da bere “stando con te”.

Grazie per avermi fatto riscoprire tutto quello che sapevo già: che mi ami, che vuoi essere mio amico, che mi hai scelto perché stessi con Te; perché Tu vuoi stare con me e ci vuoi stare sempre, abitando nel mio cuore, dove Ti posso trovare costantemente, se lo mantengo Tuo!

Signore, Ti affido quello che sono, per farne quello che Tu vuoi che sia. L’hai fatto a Cana, lo hai fatto con i Tuoi apostoli, l’hai fatto con tanti santi che Te l’hanno lasciato fare facendo semplicemente quello che Tu dicevi loro.

Per intercessione di Maria, mi affido a Te, perché per “nulla è impossibile a Dio” e so che Tu porterai a compimento quello che in me hai intrapreso.

 

Grazie, Signore Dio

Grazie, Signore Dio, per questa esperienza di Esercizi Spirituali e per questo incontro prolungato di preghiera: raccoglimento, apertura e unione con te.

Grazie per la rinnovata coscienza della mia vocazione religiosa, di quello che sono. Concedimi la grazia di una maggiore fedeltà, dell’amore generoso, della gioia e del compiacimento continuo nella tua intimità.

 

Signore Gesù ti voglio ringraziare

Signore Gesù ti voglio ringraziare per la luce e l’amore che mi hai donato in questi esercizi. Mi occorre pazienza per essere generoso con i fratelli che mi hai affidato. Grazie di essere stato con te. Voglio anch’io mettere l’acqua nelle giare per fare in modo che tu le possa trasformare in vino con l’aiuto di Maria.

Grazie Gesù per questi giorni che mi hai dato per stare insieme, grazie per l’opportunità di stare a questo luogo dove tutto e disposto per aiutarci a incontrarci con Te.

Grazie dello tuo sguardo profondo che mi conosce, mi purifica, mi conferma e mi innamora.

Grazie per essere lo stesso Gesù che ho conosciuto e del quale mi sono innamorata 24 anni fa… ma allo stesso tempo, grazie perché mi fai rendermi conto che non ti conosco abbastanza: non conosco l’immensità del tuo amore, della tua bellezza, della tua luce.

Grazie perché mi inviti a partecipare della tua stessa vita qui, e anche a partecipare della tua vita in pienezza il giorno che Tu mi chiami definitivamente.

Ti chiedo che mi faccia appartenerti ogni giorno di più, e che la mia vita unita alla Tua, possa rendere frutti di vita eterna. 

Amen.

 

PREGHIERA A GESÙ

Amato Gesù anche stavolta
mi hai sorpresa.
Pensavo di conoscerti,
e mi hai mostrato un volto che non conoscevo.

Sicura che io ti amassi,
ho scoperto quanto è più grande il tuo amore per me.
Così questa nostra storia sta crescendo
nell’incredulità di sapere: chi sei tu per me.

Restiamo vicini e scaldiamo i cuori
per la mia felicità e la tua gioia!

 

 

 

FdC 92 – L’Editoriale di P. Armando Santoro omv

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Carissimi Amici di Casa Lanteri,

eccoci di volata a febbraio, l’evento più significativo che abbiamo vissuto a Casa Lanteri nel gennaio che è fuggito via è stato il corso di Esercizi Spirituali svoltosi dall’8 al 14. Vi hanno partecipato due laiche consacrate, quattro laici e sette giovani sacerdoti, due diocesani e cinque religiosi: un bel gruppo davvero! Sotto li potete vedere nella foto insieme anche alla nostra équipe: Le Suore OMVF sr Anna e sr Agata (Sr Mary era in famiglia nella sua America) e Manuela Costa.

Vi dirò che questo corso mi ha emozionato non poco per due motivi. 

il primo perché si trattava di una modalità di corso che non avevamo mai sperimentato in passato: svolgevamo il canovaccio della prima parte della Seconda Settimana Ignaziana. Il cammino ignaziano prevede infatti quattro tappe che vengono chiamate “Settimane” in quanto la durata totale del corso completo è di più o meno trenta giorni, ma le singole tappe non sono di sette giorni, ma ognuna ha una durata tutta sua e la Seconda Settimana è la più lunga.
Fino ad oggi avevamo proposto diverse volte corsi sulla Prima Settimana, il corso completo con le quattro Settimane chiamato Mese Ignaziano, corsi di sintesi in cui in nove giorni si dà un assaggio del Mese completo, ma mai un corso sulla Seconda. Coloro che avevano vissuto l’esperienza della Prima Settimana premevano perché potessero continuare il percorso e così ci siamo tuffati in questa nuova esperienza.

Il secondo motivo perché in questo corso abbiamo cambiato la modalità delle proposte con un orario completamente nuovo che dava più spazio al silenzio e all’adorazione personale e meno al direttore per le istruzioni. Posso dire con gioia che il buon Dio ci ha benedetti alla grande e le risonanze degli Esercitanti al termine del corso sono state tutte entusiastiche: Deo gratias!

Il treno poi delle attività ordinarie di formazione spirituale sono proseguite normalmente.

Lunedì 29 gennaio abbiamo ricordato in Santuario il nostro piccolo fratel John Reese OMV (1935 †1917) che proprio un anno fa ci lasciava per tornare alla casa del Padre, purtroppo non ho potuto concelebrare la s. Messa con i miei confratelli perché proprio quel giorno sono stato colpito da un’indisposizione che mi ha bloccato in camera per diversi giorni. Cliccando qui potete accedere alla pagina del nostro Foglio di Collegamento che fu redatta in occasione della sua morte e lì potete trovare cenni biografici della sua vita e anche un breve video che registrai al suo letto di ospedale due giorni o un giorno prima che morisse, è veramente da vedere, non potrete non piangere dalla commozione per la sua semplicità e innocenza! Dio l’abbia in gloria!
Caterina da Siena nel suo Dialogo della Divina Provvidenza fa dire al Padre eterno questa frase rivolta ai suoi Santi: «Questi sono quelli che per Me si sono fatti piccoli e Io li ho fatti grandi in Me» (Dialogo, 77).

               bv

 

Invito tutti voi a partecipare, se potete, al Fine Settimana Spirituale di Quaresima che si terrà dal 2 al 4 marzo prossimi, che avrà come tema “MARCO E IL SUO VANGELO”. Ricordo a chi non potesse parteciparvi che, a Dio piacendo, c’è sempre la possibilità di parteciparvi via streaming o anche ascoltando le registrazioni che metteremo nel nostro sito. Chi volesse può anche partecipare a singole conferenze, ma in questo caso chiediamo che si avverta previamente la Segreteria (06 2266016).

Da questo numero ho pensato di dedicare una pagina del nostro Foglio di Collegamento alle preghiere che i nostri Amici e Amiche scrivono durante un corso di Esercizi Spirituali. Infatti sono di una ricchezza unica. Per questo invito chi avesse fatto in passato un corso di Esercizi e avesse scritto in quel tempo una preghiera, di inviarmela che così la pubblicheremo. Grazie!

Ora vi lascio alla lettura del nostro Foglio.

Dio vi benedica tutti

                                                                    P. Armando omv